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Libere riflessioni sul futuro della FGR (pre 13-14 aprile 2008)

Last Update: 6/6/2008 2:34 PM
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4/18/2008 6:55 PM
 
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I rapporti con il PRI e la nuova FGR

Il PRI e l’adesione al Popolo delle Libertà


La nostra esperienza politica all’interno della Federazione Giovanile e per molti di noi anche nelle file del PRI è ad un punto di svolta. E’ un momento fondamentale e molto difficile per il Paese. I problemi che affliggono la nostra società sembrano di gran lunga superiori alle capacità della classe dirigente di saper governare il futuro.

In questo scenario politico desolante, lo stato di salute del Partito Repubblicano Italiano è pessimo, ed in graduale peggioramento. Alle elezioni politiche del 13/14 aprile il PRI sarà per la 3° volta consecutiva ospitata nelle liste di Forza Italia, ora Popolo delle Libertà (spostato più a destra e che si propone di rappresentare il PPE in Italia,), con il solo obiettivo di stare in Parlamento e mantenere in vita la struttura nazionale. A nostro avviso, invece, il PRI doveva affrontare le elezioni come un’opportunità per rilanciarsi, occupando lo spazio politico che si sta aprendo fra i due schieramenti maggiori, aggregando forze politiche e della società civile, che potessero costituire l’iniziale nucleo del Polo Liberal-democratico in Italia.

Al contrario, la scelta di aderire al Popolo delle Libertà (soprattutto in caso di vittoria ed eventuali incarichi governativi) metterà il PRI di fronte ad un solo uno scenario: lo scioglimento nello stesso PdL e il definitivo allontanamento dalle posizioni dei liberali democratici europei (ELDR). Un partito che per la terza volta non si presenta con il proprio simbolo, e si riduce ad “elemosinare” 2/3 parlamentari pur di sopravvivere, non ha futuro.
La rinforzata alleanza con la “destra-centro”, che sosterrà per la 5° volta consecutiva un Berlusconi, che oggettivamente per ragioni di età ha un “orizzonte politico ristretto”, a nostro avviso svilisce la proposta politica e la visione dell’impegno politico dei repubblicani.
Dovremmo sostenere con entusiasmo un Popolo delle Libertà, nel quale si trovano personaggi “impresentabili” degni rappresentanti di una destra populista e xenofoba, che non esita a invocare l’uso dei “fucili” per fomentare i peggiori istinti del popolo. Un PdL che fonda i propri programmi su un nazionalismo antiquato (tradotto in rozza “italianità” in economia), protezionistica, che si presenta con priorità programmatiche ascrivibili semmai alla vecchia destra conservatrice, di ispirazione fortemente cattolica ed oscurantista.
La dignità stessa del PRI potrebbe essere ulteriormente calpestata se per rimanere nell’alleanza e sostenere un eventuale ministro o sottosegretario del PRI, questo dovesse significare rinunciare al nostro DNA di partito laico, europeista, liberal-democratico, di forti contenuti sociali e di sicure tradizioni occidentali.

Riteniamo, altresì, gravemente sbagliata la scelta delle candidature, per caso le stesse richieste dal PdL, perché approfondiscono ulteriormente il solco fra il gruppo parlamentare “settantenne” e i giovani che si stanno avvicinando al PRI. Per 13 anni consecutivi (2001-2013) avremo gli stessi 3 rappresentanti in Parlamento, indipendentemente da tutti i cambiamenti della politica, i risultati elettorali e le nuove “esigenze” degli elettori. Noi giovani repubblicani chiediamo da anni un cambiamento di rotta, sottolineando la necessità di proporre nuovi rappresentanti, scommettendo sulla formazione di dirigenti più giovani, magari donne. Avevamo dato ampia fiducia al Segretario nazionale che in più occasioni annunciava di voler rinunciare alla propria candidatura per accelerare il “ricambio generazionale del gruppo dirigente”. Anche questa promessa è stata disattesa.

Questo tipo di accordo elettorale per noi giovani repubblicani assomiglia a una CAPORETTO PRE-ELETTORALE, sul fronte interno ed esterno. E’ una macigno sul nostro impegno politico.
Esternamente, ci ritroviamo un PRI invisibile, impalpabile, appiattito, i cui vecchi “cavalli di battaglia” sono ormai (fortunatamente) patrimonio comune (nucleare, abolizione delle province, Banca del Mezzogiorno, riduzione delle tasse, politica atlantista). Al contempo non sono stati proposti “CONTENUTI” in vista del voto, capaci di caratterizzare il PRI e in grado di risolvere i problemi delle giovani generazioni e del Paese. E’ un PRI in forti difficoltà che non elabora idee e alla fine non può che aggrapparsi all’ospitalità berlusconiana.
Internamente, il famoso ricambio generazionale, in un partito gerontocratico, è rimandato a data da destinarsi, oppure ci viene da pensare non è mai entrato fra le priorità. Un partito che perde voti da 15 anni, che sta elettoralmente scomparendo, ma nel quale non c’è mai un dirigente che si assuma le responsabilità del fallimento non può prendere coscienza della rivoluzione necessaria.

La nostra riflessione sul futuro immediato del PRI, nasce da una situazione generale che mortifica e svilisce l’impegno di giovani attivisti come noi, che nonostante la passione politica non trovano più elementi per sperare in un passato che non vuole passare.
Come possiamo convincere i nostri coetanei ad attivarsi politicamente per un PRI che rifiuta di accettare i cambiamenti della politica, le innovazione richieste da una opinione pubblica sfiduciata dai privilegi della Casta? Come si può chiedere il voto senza avere da 15 anni nuovi candidati, credibili, freschi? Come possiamo intercettare le “generazioni 2.0” se il partito continua a rifiutarsi di utilizzare nuove modalità di dialogo con essi?
Ci ritroviamo con un PRI senza un progetto politico credibile, per il partito e per il Paese.
Senza un minimo ricambio generazionale, senza dignità politica nelle alleanze, senza la minima coesione e coerenza, con l’aggravante di far parte di uno schieramento nel quale noi romagnoli ci sentiamo poco rappresentanti. Perché dovremmo credere che il PdL ottenga quei risultati che ha fallito nella passata esperienza di governo? Perché dovrebbe vincere questa sfida senza più una maggioranza ampia, con le condizioni economiche ulteriormente peggiorate e una recessione mondiale che graverà bruscamente sulla crescita dello sviluppo?

A parere nostro, la stella polare per il PRI a queste elezioni (che consegneranno un governo instabile e protagonista deludente di una legislatura prevedibilmente breve) non doveva essere la rappresentanza in Parlamento o uno strapuntino al governo, ma semplicemente “mettere un altro mattone nella costruzione di un nuovo contenitore politico Liberal-democratico, in cui i repubblicani possano finalmente portare in dote tutti i propri gioielli” (valori, idee, tradizioni, cultura, capacità amministrativa), saldamente ancorato alle posizioni dell’ELDR, capace di motivare l’orgoglio repubblicano svilito e in grado in futuro di superare lo sbarramento che sarà certamente inserito nella nuova legge elettorale. Ma tant’è…

Per i giovani repubblicani dell’Emilia-Romagna, queste scelte segnano una gravissima crisi di fiducia verso il futuro di “questo” PRI.

L’ambizioso progetto di concorrere alla creazione di un nuovo contenitore liberal-democratico, che la FGR ha pubblicamente sostenuto all’ultimo Congresso, ci pare subisca una clamorosa battuta d’arresto.


Ripensare la Federazione Giovanile Repubblicana

Noi interpretiamo l’esperienza nella Federazione Giovanile Repubblicana dell’Emilia-Romagna come un percorso politico, una palestra di idee, aperta, che trova il proprio riferimento nel PRI, ma che non può MAI prescindere da una SOLIDA AUTONOMIA POLITICA dal PRI stesso. Solo un gruppo di giovani attivisti, autonomi nel pensiero e nelle responsabilità può lavorare alla propria crescita e fungere da stimolo propositivo, battagliero e per età spregiudicato, per il proprio partito di riferimento. E’ per questo che pensiamo di assurgere al nostro ruolo di giovani se mettiamo in fila le idee e ragioniamo apertamente sul “futuro” del PRI e della sua Federazione Giovanile.

La critica che ci può essere rivolta è proprio questa: non abbiamo svolto il nostro ruolo di stimolo in questa campagna elettorale, stando completamente in totale silenzio, e accettando acriticamente ogni decisione del PRI.
Almeno iniziamo insieme a ragionare apertamente su quali posizioni assumere nel breve futuro nel caso in cui il governo che scaturirà dalle elezioni non riesca a governare, sulle modifiche di un sistema politico in rapida evoluzione e gestito da dirigenti imbalsamati e inamovibili dal 1992, sulla prossima legge elettorale, sul bipolarismo all’italiana, sulla globalizzazione dei mercati, sulla crescite e lo sviluppo, sulla condizione della scuola, sui diritti individuali e le ingerenze dei fondamentalismi religiosi, sui lacci che strangolano la società e ci privano della libertà e felicità.

Tuttavia, anche questo nostro grande impegno, sostenuto con risorse e supporto dai dirigenti romagnoli del PRI, rischia di non venir valorizzato se la FGR nazionale non riprende al più presto il processo di strutturazione e di rilancio politico, e se il PRI non offre un progetto politico innovativo, alternativo, ambizioso.

In questi anni di intense attività politica la FGR Emilia-Romagna ha sollevato spesso critiche al Segretario nazionale FGR, ma nella nostra mente e nelle nostre iniziative è sempre prevalsa la priorità di far crescere tutta la FGR, condividendo i risultati positivi, collaborando agli organi nazionali e tacendo spesso su deficienze organizzative e divisioni ideologiche.
Oggi quelle inefficienze organizzative e l’incapacità politica dei dirigenti FGR rappresentano un tappo da rimuovere immediatamente. Nessuno vuole perdere altro tempo e rimandare il rilancio politico di cui anche noi vorremmo essere protagonisti a livello nazionale.
La situazione della FGR nazionale è di totale stallo dal momento delle dimissioni del Segretario Postorino. Noi proponiamo nuovamente la celebrazione di un Congresso nazionale, nel quale ripensare radicalmente il ruolo della Federazione Giovanile e rivendicare la sua ASSOLUTA AUTONOMIA dal PRI. Vogliamo rivendicare la nostra idea di progetto politico, che possiamo contribuire a costruire e nel quale speriamo di fare attività nei prossimi 30 anni.

La fiducia verso il modello di Federazione Giovanile Repubblicana (incapace di dirsi autonoma dal PRI) che abbiamo conosciuto sino ad oggi, e’ da considerarsi ESAURITA!!!
La nostra disponibilità a collaborare sull’attuale cammino, a partire dal “Comitato organizzativo nazionale” fallito (come prevedibile) per la scarsa partecipazione delle altre realtà territoriali, non ha condotto a nessun risultato.
Per cui cerchiamo altri giovani repubblicani, intenzionati a cambiar strada, a ripartire con entusiasmo e combattività. Il giorno delle prove si avvicina, e noi vogliamo essere preparati e della partita.

Il problema è come la FGR deve fare politica. La nostra “FGR ideale” deve ripartire da qui:
1) l’obiettivo primario è la crescita di una Federazione Giovanile Repubblicana autonoma, moderna, strutturata a rete, radicata nel territorio, propositiva e dinamica.

2) intendiamo indicare una prospettiva politica al PRI sempre più appiattito sulle posizioni del PdL e che non è in grado di dar vita al progetto del Polo Liberal-democratico, con questa mentalità, logica e le classiche chiusure al nuovo.

3) Chiediamo un Congresso nazionale ”(ri)costituente” da celebrarsi immediatamente, senza perdere altro tempo prezioso, dal quale poter uscire con i seguenti risultati:
Nuova segretaria nazionale: un giovane (meglio se donna), eccellente coordinatore, stimato e in grado di delegare funzioni, in carica per 24 intensissimi mesi;
Direzione nazionale di qualità: composta dai “migliori” elementi, non più di 7 membri (meglio se prevede una quota di genere), che si siano messi in luce in questi anni per capacità e attività. Un gruppo che rappresenti un valido supporto alla Segreteria nazionale. Un gruppo di amici affiatato, affidabile, reattivo (i tempi della politica sono decisivi fra i movimenti giovanili), propositivo, creativo, attivo, e soprattutto coese, nel quale la fiducia e stima reciproca sia il collante;
Assemblea nazionale rappresentativa del territorio e della maggioranza degli iscritti: è il “parlamentino” della Federazione, che approva e vigila sul rispetto del programma di attività. Viene interpellato periodicamente (anche attraverso piattaforme virtuali) sulle questioni politiche, le attività e le problematiche organizzative di grande rilievo. Una assemblea espressione di tutti i circoli sparsi nelle varie regioni, che avranno l’onore a) di coordinare il lavoro sul territorio regionale, proponendo (dinamica bottom-up) le migliori idee alla Segreteria nazionale, e b) di attivare tutti i circoli FGR sulle iniziative e campagne nazionali (dinamica top-down);
Commissioni tematiche nazionali e permanenti: composte da “specialisti e studenti” nei settori a) Scuola e Università; b) diritti civili; c) politica internazionale ed europea.
Risorse finanziarie adeguate: dovrebbero essere “assicurate” inizialmente dal PRI e nel breve periodo attraverso risorse proprie;
Rappresentanza FGR negli organi del PRI: rafforzare la rappresentanza FGR negli organi direttivi nazionali del PRI, per valorizzare le occasione di dialogo e di espressione dei giovani nella vita interna del Partito;
Canali informatici multicanale e sviluppo delle forme moderne di E-democracy: la FGR deve essere moderna e attraente per giovanissimi, quindi l’utilizzo di innovativi sistemi informatici quali strumenti di attività politica deve sempre rappresentare una priorità per la Segreteria nazionale;
Full membership e attività propositiva nel LYMEC: il Congresso di Barcellona dal 1-4 maggio 2008, doveva essere un passaggio fondamentale per l’adesione al movimento dei Giovani Liberali Europei, al quale per i nostri ritardi non potremo partecipare, se non in qualità di osservatori. La prossima segreteria dovrà nominare un responsabile LYMEC, che sappia mettere le questioni legati ai rapporti con altri movimenti giovanili europei ai primi posti nell’agenda FGR:
Nuove alleanze nelle scuole superiori e Università: le rappresentanze studentesche sono il banco di prova per la costruzione di collaborazioni con altri movimenti dell’area liberal-democratica, che dovrebbero prevedere fra gli alleati preferenziali gruppi studenteschi laici e non senz’altro della destra di ispirazione cattolica o sinistra estrema;
Programma delle attività nazionali: il Segretario nazionale otterrà la fiducia dell’Assemblea nazionale sulla base delle attività proposte e sviluppate nel biennio di incarico;

Chiediamo a tutti i membri della FGR nazionale di condividere queste linee guida sul futuro rilancio della FGR, aprendo un dibattito serio sul futuro dei repubblicani, e capire se sussistono basi sulle quali continuare a collaborare.

A nostro avviso l'unica soluzione per dare una scossa alla FGR è indicare una svolta, prendendo le distanze dalle scelte di un PRI conservatore e indisponibile al cambiamento, arroccato su posizioni senza prospettiva e senza coraggio.

“La proposta dei giovani repubblicani dell’Emilia-Romagna è di attivare da SUBITO a livello giovanile l’aggregazione dell’area liberal-democratica, laica, con forti contenuti sociali, e di tradizioni occidentali, che il PRI non riesce a far decollare.”

L’obiettivo è chiaro: il progetto politico deve essere grande, ambizioso, partecipato, aperto ad altre forze liberali, riformiste e radicali che non si riconoscono nel Popolo delle Libertà o nel Partito Democratico.
Inizieremo a costruire con questo obiettivo nelle scuole, all’Università, nei movimenti cittadini.
Ogni occasione per aggregare e progettare un porto per noi giovani repubblicani sarà una strada giusta da percorrere. Muoviamoci a 360° e “costruiamo insieme una nuova casa dei repubblicani”.

Pensare ad un PRI autosufficiente e autonomo è ormai una semplice nostalgia, e noi ne siamo consapevoli. Sin dalle prossime amministrative la FGR Emilia-Romagna chiederà al PRI di far entrare “aria fresca nei circoli dei repubblicani”, e di andare a frequentare nuove sedi.
Vorremmo fare campagne elettorali nelle città su posizioni coerenti e non ridicolamente contrapposte da provincia a provincia, per avviare dall’Emilia-Romagna un modello di aggregazioni politiche moderne, aperte alla società civile e alle forze liberali e produttive del territorio.
Destra e sinistra ci hanno fin troppo usurato, e non ci lasciano il tempo di fare “idee”, di sfruttare pienamente l vantaggio di essere LIBERI e FIERAMENTE PICCOLI.

Ricordate, i repubblicani del futuro siamo NOI e soltanto NOI.
E’ nostro preciso dovere pensare all’impegno dei repubblicani nel 2030.
Se ci mettiamo comodamente in poltrona ad aspettare che sia la dirigenza del PRI a trovare le soluzioni, o ad aspettare il nostro “turno” probabilmente non ci rimarranno che i ricordi.
I nostri dirigenti le loro battaglie le hanno già combattute. Raccogliamo il loro esempio e rimbocchiamoci le maniche. I nostri valori, sono i valori che quei dirigenti ci hanno insegnato. Dimostriamo di essere “uomini liberi” nel PENSIERO e nell’AZIONE.

L’assunzione di questa posizione della FGR-Romagna può apparire rigida, e ci attirerà qualche critica.
Il desiderio di lanciare questa riflessione e critica in questo momento, è forte perché i risultati elettorali potrebbero distorcerne l’intento.
Non vogliamo essere accusati di “boicottaggio”. Ogni giovane repubblicano ha l’intelligenza per votare e fare campagna elettorale per il 13-14 aprile.

La nostra libera riflessione guarda avanti, ma in questa fase cruciale o lottiamo insieme per cambiare radicalmente l’impegno dei repubblicani, partendo da subito nella FGR e continuando la battaglia domani nel PRI, oppure non ha più alcun senso pensare ad una FGR nel futuro di ognuno di noi.


Cambiare o morire…


FGR Emilia-Romagna

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4/18/2008 7:30 PM
 
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Oggi (giorno delle elezioni politiche 2008) credo che sia uno dei giorni più tristi della mia modesta vita politica; sicuramente il peggiore da quando sono diventato cittadino con diritto di voto. Assisto con amarezza alla vittoria di una destra populista, xenofoba e culturalmente fascistoide; priva dei moderati cattolici; colma, alla base, di italiani anti-democratici.
Da molti mesi non mi faccio sentire da voi, fratelli repubblicani della Fgr. Ho scelto di aspettare l'esito della volontà popolare per esporre le mie idee in un contesto più prossimo che futuro.
In questi mesi ho avuto sempre in mente la nostra bella Fgr. Non mi sono mai dimenticato dei tanti amici che ho via via conosciuto nei due anni che ho passato nelle fila repubblicane.
In questi due anni, però, molte cose sono cambiate. Il tempo di tirare le somme e di scegliere le vie del futuro è arrivato anche per noi giovani repubblicani. Non mi sottraggo al nostro inevitabile dibattito e voglio esporvi il mio pensiero sulla strada che ci attende.

Chi mi conosce sa che al contrario della maggior parte dei giovani della Fgr io non provengo da una famiglia repubblicana. Sono diventato mazziniano sui libri di scuola, appassionandomi al Risorgimento, per cui ho sicuramente un punto di vista di partenza diverso da molti di voi: per me l'edera è solo una pianta, non il partito dove voi siete cresciuti.
Vengo subito al punto del mio ragionamento: il P.R.I. ha tradito le idee del pensiero mazziniano. Da oggi considererò traditore qualunque repubblicano, giovane o meno, che appoggi la ormai decennale scelta berlusconiana. La Fgr ha scelto, ed io mi sono sempre opposto, l'appoggio tacito al Pri. In questo modo ha contribuito al raggiungimento di un fatto storico: i repubblicani del Pri si sono venduti l'anima al diavolo! Altro che "uomini liberi"! Quelli sono dei traditori, dei leccapiedi, degli arraffoni da fine "prima Repubblica"! E gli errori si pagano in politica.
Le ragioni di tali comportamenti della Fgr sono il frutto di un calcolo personalistico e meschino di vari dirigenti della stessa. A cominciare dal segretario nazionale, quasi tutti i trentenni della Fgr hanno intravisto in essa uno strumento utile per farsi illuminare agli occhi dei vecchi. Erano tutti attenti ad arrivare in fretta alle redini del Pri che hanno man mano dimenticato l'ambiziosa associazione di giovani che era stata da loro stessi riportata in vita. Dimenticando le promesse fatte a noi ventenni pronti ed entusiasti, forti e coraggiosi. (Così recitava il volantino: entra a far parte della Fgr perché le TUE IDEE e le TUE PROPOSTE SARANNO ASCOLTATE E VALORIZZATE,SENZA DOGMI e SENZA PREGIUDIZI, nel RISPETTO RECIPROCO)
Così in circa tre anni di vita la Fgr si è spenta nel modo più triste, nell'oblio. Se un esercito è composto da coraggiosi ma i comandanti o se la squagliano o pensano a far carriera sulla pelle dei soldati, questi non vinceranno mai. Così è stato per noi della Fgr.
Per quanto mi riguarda il Pri e la Fgr sono ormai capitoli archiviati.
La Fgr era un progetto ambizioso e bellissimo. Anche io, quando due anni fa mi iscrissi, sognavo di continuare la storia repubblicana italiana. Un movimento politico giovanile che mi faceva sentire vicino ai grandi eroi del passato. Quando entrai a farne parte mi sentivo di essere al fianco di tanti Mameli e Bixio... oggi, se restassi, mi sentirei di tradire quei gloriosi nomi! Come sia possibile che i repubblicani siano caduti così in basso non voglio neanche pensarci; sarebbe inutile girare il coltello nella ferita.
Io ho sognato che quella Fgr ci avrebbe accomunato per tutta la vita. Pensavo che avremmo potuto influire insieme sul futuro del nostro Paese. Di talento e di bellissimi ideali ne ho visti tanti fra di noi in questi miei due anni repubblicani.
Io ho provato ad inventare diverse idee più o meno concretizzabili, ma sempre mazziniane, per metterci in luce. Sono stato apprezzato ma non sostenuto. Questo mi ha molto deluso ma tuttavia sono sempre stato pronto ad appoggiare concretamente ogni altro progetto valido perchè credevo nella necessità di farci conoscere, non come singoli ma come "giovani repubblicani". Peccato che debba finire così!
(Ai romagnoli devo dire che il vostro impegno è encomiabile ma solo dalle vostre parti il Pri significa ancora qualcosa. Ovunque in Italia Pri, per chi ancora lo conosce, vuol dire "prima Repubblica").


Voi, come molti della Fgr (ed anche del Pri), mi proponete una terza via "liberal-radical-riformista" all'orizzonte. Mi dite che la Fgr, e poi il Pri, devono arrivare alla costruzione di un centro non organico rispetto ai due poli Pdl e Pd.
Bhè, amici miei, con tutta franchezza non condivido la vostra proposta.
Primo perchè il centro in Italia è cattolico e noi non avremmo nessuno spazio.
Secondo perchè questi altri mini alleati non esistono. A parte Dini che francamente preferirei dimenticare in fretta, i radicali, Di Pietro e quasi tutti i socialisti sono già nel Pd.
Terzo, e più importante, perchè una forza di tali ideali esiste già ed è il Partito Democratico.
Io credo fermamente che il futuro dei repubblicani debba essere proprio lì dentro.
Forse per i motivi familiari di cui scrivevo prima, che mi differenziano rispetto a molti di voi, non avendo questo attaccamento all'edera posso valutare con libertà questo famoso Pd.
Come scrivevo prima, in questi due anni che ho passato nella Fgr non c'era niente di tutto questo; esisteva "l'Unione".
Oggi il Pd esiste ed ha mostrato la sua forza nella campagna elettorale e nelle urne, eliminando l'estrema sinistra comunista ed i "mastelloni clericali".
All'interno della Fgr se ne è parlato poco di Pd ed ho notato che è sempre stato visto con sospetto. Ho sentito tanti di voi pronti a cercare il pelo nell'uovo:- il Pd in Europa sta nel PSE; il Pd ha gli amici banchieri; nel Pd sono tutti post-comunisti; il Pd è pronto all'inciucio; il Pd è poco laico-. Sono argomenti piuttosto deboli, ragazzi!
Il Pd è così moderno e coraggioso che propone di rompere la divisione PSE e ELDR perchè questa puzza di vecchio; questi amici banchieri io non li ho visti; i comunisti sono stati fatti fuori proprio dal timone veltroniano; l'inciucio è fantascienza.
Discorso a parte per la denuncia sulla timidezza laicista. Permettetemi di dire che questa critica i repubblicani non hanno il diritto di farla visto i compagni di banco che hanno scelto ancora una volta. La acceterei da un socialista o da un comunista ma non da un repubblicano del Pri! E' vero che il Pd è timido sulla laicità ma io che ero uno dei laicisti più agguerriti della Fgr, ateo e paganeggiante, ho capito che il momento storico è tale che la laicità non è la priorità per il popolo italiano; serve altro. Serve un'etica pubblica, il ritorno ai valori democratici, una visione economica moderna e bilanciata, un patriottismo europeista e civile. Niente di tutto questo rappresenta questa destra vincitrice. Io mi vergogno di questa scelta della maggioranza degli italiani e quindi il mio impegno e le mie passioni saranno al servizio di questa bellissima novità: il Partito Democratico.
Ogni scelta diversa è anacronistica se non incocludente. Il Pri è finito! Dimenticatevelo! Non è colpa nostra, non dobbiamo rammaricarcene.

Sono un democratico; lo sono sempre stato. Per me essere democratico, repubblicano o mazziniano nella Storia italiana vuol dire la stessa identica cosa! Sono sinonimi! I mazziniani non sono "liberali" ma sono "democratici". Mi meraviglio che così tanti repubblicani non se ne siano accorti.
Vi faccio un esempio. Il Pd ha voluto candidare in maniera simbolica sia diversi importanti imprenditori sia semplici operai e sindacalisti. Solo se si cancellano le divisioni classiste e si unisce insieme il popolo italiano "si può fare" un'Italia moderna e giusta. Non so voi ma a me ricorda lo stesso spirito delle barricate del 1848 sulle quali salivano ricchi e poveri senza differenze, nel più bello spirito mazziniano.
In questi mesi, mentre la Fgr evaporava, ho già cominciato a frequentare i giovani democratici. Devo dire che riconosco molta più affinità con le mie posizioni di quanto ne abbia riscontrato fra tutta la Fgr. Certo non tutti conoscono Mazzini ed alcuni si chiamano ancora "compagni" ma devo dire che non ho trovato ancora punti di discordia (N.B. i giovani margheritini e teodem sono poche eccezioni. Io comunque non ne ho visti).
Io non mi sono mai bevuto l'idiozia che Destra e Sinistra non esistono più o comunque sono la stessa cosa. Io mi sento tanto mazziniano quanto appartenente ad un centro-sinistra laico. Solo nel Pd, attraverso i giovani democratici, mi sento di continuare i lavoro che intrapresero i miei eroi dal Risorgimento alla Resistenza. Questo centro-sinistra senza comunisti e partiti clericali si è battuto bene ed ha avuto un ottimo successo elettorale. Non ha trionfato ma il suo momento verrà!
Anche i ragazzi della neonata FGRE (giovani del MRE) sono pronti a confluire nei giovani democratici non appena saranno ufficialmente costituiti (il che avverrà fra breve).
Io ho scelto di essere un "democratico" e ne sono orgoglioso! Se voi verrete con me potremmo continuare a vivere come associazione politica giovanile repubblicana, come corrente dei giovani democratici. Uniti ci faremo rispettare perchè mentre noi repubblicani, idealmente, abbiamo portato avanti le stesse idee per due secoli loro ci sono arrivati solo oggi, quindi partiremmo con un buon punteggio all'interno del grande popolo democratico!
Io dico: venite con me! Il nostro futuro è lì! Uniti ci faremo sentire! Non voltate le spalle alla Storia che avanza. Il Pri è il nostro passato ed il Pd è il nostro futuro. Mazzini, Garibaldi, Mameli e tutti gli altri starebbero con il Pd, non credete? Ogni altra scelta rischia di essere anacronistica. Non dobbiamo perdere questa occasione. Nel Pd c'è la forza, l'organizzazione e lo spazio per far sentire le nostre idee.
A me non importa che il Pri o qualsiasi altro partito repubblicano sia forte. A me interessa la causa repubblicana; la causa della Repubblica italiana. Ho la sensazione che nel Partito Democratico potrò sentirmi a casa perchè le idee mazziniane, che io non rinnegherò mai, sono quasi tutte ivi rappresentate (tutte tranne il laicismo... per adesso! Ma se ci saremo noi i laicisti vinceranno!).
Ci aspettano cinque anni di governo della destra berlusconiana e leghista, forse altri sette con Silvio Presidente della Repubblica. Ma voi ve lo immaginate?
Il mio consiglio è: venite con me nei giovani democratici!
Rispetterò ed aiuterò per quanto mi sia possibile ogni proposta diversa perchè sono vostro amico e fratello ma non vi darò più la mia passione patriottica in maniera attiva. Io la mia scelta l'ho già fatta.
Un abbraccio fraterno a tutti
W l'Italia
Emanuele V
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6/4/2008 11:07 PM
 
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A parte il nick ... Emanuele V ... che fa tanto Savoia ...
... mi sembra che la politica si faccia sulle cose concrete e non sulla tua "sensazione che nel Partito Democratico potrai sentirti a casa perchè le idee mazziniane, che tu non rinnegherai mai, sono quasi tutte ivi rappresentate" ...

Ma cosa mai ti inventi per giustificare la tua adesione ad un fantomatico progetto politico quale e' il Pd ?!!
Non ci puo' essere "nulla" di mazziniano in un Partito nato solo per esercitare od amministrare "potere" ...
Nel contempo non puo' essere credibile chi spergiura di non rinnegare le idealita' mazziniane ... e, allo stesso tempo, si getta nelle braccia proprio di chi proviene, in stragrande maggioranza, da settori culturalmente all'opposto di quelli mazziniani.

A proposito della telenovela del Pd ... leggeti questa sotto ... e rimani pure in loro compagnia ... come direbbe Arbore ... noi Repubblicani ... meno siamo, meglio stiamo !

L’iniziativa politica s’è rarefatta fin quasi a scomparire
Il Pd di Veltroni? E’ l’ombra di se stesso

di Aldo Torchiaro

Ma il Partito Democratico dov’è finito? Tace il Loft, impegnato più che altro nel trasloco verso la nuova sede di Sant’Andrea delle Fratte. Tacciono i leader. Tacciono i peones. L’understatement di Veltroni è diventato imbarazzante, le iniziative politiche si sono rarefatte fin quasi a scomparire del tutto. La solennità della Festa della Repubblica l’ha mostrato alle telecamere: alla sfilata del 2 giugno, di esponenti del Pd c’erano poche tracce, come ha ben osservato Francesco Giro. Ma il punto non è quello della presenza fisica sugli spalti della sfilata militare: è la scomparsa dall’agenda della politica, a tutto campo. Basta sfogliare uno ad uno, come i petali di una margherita, i temi sollevati dalla maggioranza per constatare la cupio dissolvi cui ci sta abituando la gestione Veltroni del Pd. Energia nucleare? Il Pd dice sì, ma anche no. Allarme sicurezza? Il Pd scuote il capo, ma non troppo. Sulla vicenda Alitalia i democratici volano bassi. Sulla riforma del federalismo fiscale, buio pesto. Giusto un sussulto di bandiera, sulle televisioni, poi nulla più.

Dopo l’annuncio di Prodi di non volerne più sapere nulla, ritirando la disponibilità a presiederlo, del Pd è rimasto un osso conteso tra due litiganti a denti stretti, Veltroni e D’Alema. “Dopo il voto”, scrive un politologo amico e alleato di quell’area, Ilvo Diamanti, “il Pd affronta una fase incerta, sospettato, da amici e alleati, di eccessiva disponibilità alla mediazione”. “Meglio sarebbe farla finita con la sceneggiata e ammetterlo: stiamo dando vita ad un appoggio esterno, non dichiarato ma fattuale”, dice senza peli sulla lingua Pasquale Laurito, al secolo Velina Rossa. Il fuoco amico non si risparmia. L’invocazione morettiana al D’Alema televisivo (“Dì qualcosa di sinistra. Dì qualcosa anche non di sinistra, qualcosa di buon senso. Ma dì qualcosa”) oggi vale per tutta la squadra che governa il Pd. A proposito: quanto alla cabina di regia democratica, chi ne capisce è bravo. L’elefantiaco comitato nazionale, 2600 proclamati dal popolo, che doveva riunirsi una volta al mese in una città diversa, è già stato saggiamente archiviato da Veltroni. L’esecutivo, quello delle nuove leve, dei giovani promettenti, delle bionde rampolle, ci ha fatto la grazia di non riunirsi, o per lo meno di non farci conoscere il contenuto dei suoi deliberati.

Il Coordinamento, un organismo cotto e mangiato in una notte e spuntato tra le pieghe dello statuto senza essere mai stato votato, è formato da Bersani, Fassino, Letta, Fioroni, Bettini, Franceschini e Morando e rischia di assomigliare troppo ad un tavolo congiunto tra i maggiorenti dell’ex Ds e l’ex Margherita, con qualche pecca: non include né D’Alema, né Rutelli, nè i prodiani né Marini, e non andrà lontano. D’altronde tutti e tre questi organismi sembrano pensati più per legittimare il Segretario che per gestire il partito. Con risultati, sottolineano i dalemiani, di cui parla in modo eloquente il dissolvimento d’immagine di queste settimane. E il governo ombra? Accusato anche dai suoi sostenitori di troppo inciucismo con la maggioranza, non si è fatto promotore, dopo quindici giorni dalla proclamazione, di una sola presa di posizione degna di nota. “Cosa sarà il Pd da grande?” si chiede quindi Repubblica, il cui editore doveva prenderne la tessera numero uno e ha finito per prendere invece le distanze. Un interlocutore attento alla Lega, dicono in coro Chiamparino, sul Sole 24 ore, e Giorgio Tonini su Europa.

Sì, perché gli strateghi di Veltroni indicano in quella base elettorale un portafoglio di voti essenziale per rovesciare un trend che sembra inarrestabile e che non può essere lasciato ancora a lungo nelle mani di Bossi, ma non hanno un’idea che sia una per catturarne le simpatie. Un tiepido brusìo ad accompagnare il nuovo pacchetto sicurezza, un accordo di salvaguardia per i propri protetti in Rai e via libera al tavolo di consultazione permanente con Berlusconi: così il Pd benedice lo statuto dell’opposizione e riconosce di fatto la validità dell’assunto della Velina Rossa. Ieri la sola manifestazione che parlava al vertice della Fao, insieme al breve corteo della comunità ebraica contro Ahmadinejad, è stata quella indetta dal Riformista. Le tante adesioni bipartisan hanno costretto – solo tardivamente, a dire la verità – anche qualche dirigente del Pd, non tutti, ad aderirvi. Ma è significativo il silenzio con cui il dipartimento internazionale del Pd ha seguito, o meglio non seguito, gli eventi. E’ significativa l’incapacità di quell’organizzazione a mobilitare alcunché, a dare il là ad una qualsivoglia iniziativa. Al riparo del Riformista, che intanto non perde occasione per contestare Veltroni, i colonnelli democratici hanno messo una firma per salvare almeno la faccia. Basterà? Non sapremmo. Prima o poi ci si accorgerà che più che a un governo ombra, Veltroni ha dato vita a un partito ombra. Di se stesso.

tratto da www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=111&id_art=4514&...

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6/5/2008 10:35 AM
 
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quello che avevo da dire sulla mia decisione l'ho detto.

Sono pronto a confermarlo anche adesso.

Il Partito Democratico è unito alla tradizione mazziniana e solo voi del Pri siete gli unici che non riuscite ad ammetterlo.
Certo la strada è lunga ma per fare un partito di tale portata ci vuole tempo, due anni almeno.
Credo invece che il Pri non si risolleverà mai; di certo io non sprecherò altro tempo visto che mi sono speso per la Fgr già abbastanza, anima e corpo per più di due anni.

Io ho riscontrato nei giovani democratici, e non me l'aspettavo, una quasi piena affinità ideologica..... una unicità di convinzioni politiche...... cosa che invece non accadeva nella FGR. (per es. sulla guerra in Iraq; per es. su Israele; per es. su Berlusconi).
Mi sono potuto fare la tessera dell'ANPI, a titolo di ANTIFASCISTA.
Stiamo facendo un cineforum settimanale nel quartiere.
Stiamo organizzando un incontro con dei vecchi partigiani.
Abbiamo fatto un documento per la formazione ufficiale dei giovani democratici che sarà dopo l'estate. (e stiamo tutti sotto esami!).
Nella FGR c'era questa organizzazione e questa forza? Ma dai!

Vi assicuro che i giovani democratici NON sono l'ombra dei grandi del Pd che invece sono ancora troppo timidi.

Se il Pd è l'ombra di se stesso (e per ora è verissimo!).... il Pri non è neanche quello!
Fratelli repubblicani, il Pri non è una fenicie, venite con me e formiamo una corrente di giovani repubblicani all'interno dei giovani democratici.

Altrimenti auguri!

p.s.
EmanueleV è il mio nome, cosa ci posso fare... di certo con i Savoia non ho niente da dividere.... e mi pare di averlo scritto chiaro e tondo in un mio articolo sull'allora ancora vivo sito della FGR.
[Edited by EmanueleV 6/5/2008 10:41 AM]
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6/5/2008 11:01 AM
 
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Dovresti rileggere "Tradizione" sullo Zingarelli !

Il Partito Democratico è unito alla tradizione mazziniana ...

Il Pd e' il prodotto di una miscela formata delle tradizioni Comuniste e Cattoliche ... tale prodotto riformulato ancora non si sa come si possa chiamare ... perche' nemmeno gli inventori sanno dargli un nome ... l'unica cosa certa e' che a Mazzini ... Marx ed il Papa gli stavano sui cogliomberi !!!
Dal Pci alla Cosa1 poi Cosa2 poi Pds poi Ds poi Pd e tra 6 mesi ... vi ritroverete di nuovo a cambiare targa, quadri alle pareti, simbolo e manifesti alla porta ...
Ciao ... Savoia ... salutami i tuoi amici catto-comunisti ...
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6/6/2008 2:15 AM
 
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I giovani repubblicani... ci stanno provando, ma non possono farcela da soli.
E' con estremo piacere che rispondo agli amici Nuvolarossa ed Emanuele Vaccaro.
Non credo che, in questo forum vada messa sotto processo la legittima scelta (ma che non condivido), fatta da Emanuele. Gli riconosco, inoltre, l’onore di trasparenza e chiarezza nell’aver palesato i motivi personali e politici che lo hanno spinto, forse anche controvoglia, a confluire nei giovani del Partito Democratico.

Tuttavia, con la stessa simpatia non riesco credere a tutto ciò che scrive. Ma soprattutto non vivo nella mia realtà romagnola, quello spirito di rinnovamento che il PD stesso dice di voler portare.

Spero vivamente per Emanuele che l'esperienza del PD sia così entusiasmante quanto dice, e spero che lui sia in grado di rivedere nelle politiche dei giovani democratici non solo la "tradizione mazziniana", ma la comunanza con le sue idee (su Berlusconi, sulla laicità, sulla guerra, sull'economia).

Ciò che condivido con Emanuele sono le critiche alla FGR. E, come dirigente nazionale della FGR sotto accusa, me ne assumo la totale responsabilità. E’ vero, non eravamo granché operativi a livello nazionale. Non eravamo “giovani” nel sostenere le nostre autonome iniziative. Non eravamo così incisivi ed organizzati. Però onestamente, non ha grande senso il paragone che fa sul profilo del numero delle attività, perché anche gli stolti comprendono il reale rapporto di forze tra i giovani del PRI e quelli del PD. Emanuele non voleva di certo offendere la nostra intelligenza con quel paragone. Preferisco pensare che egli si riferisse al ruolo riservato ai giovani nel processo di rinnovamento di un Partito.
Su questa strada seguo perfettamente il “Vaccaro” ragionamento, e trovo l'idea di Nuvolarossa ("noi repubblicani, meno siamo, meglio stiamo!) davvero deprimente!

Anch'io assisto disarmato, notevolmente stanco e demoralizzato ad un PRI arroccato su sé stesso, che non fa politica all'esterno, che non esprime contenuti innovativi da decenni, che spreca il 90% delle proprie energie (in progressivo invecchiamento) a litigare internamente con gli amici e solamente il 10% per portare i propri valori nella società civile. Nucara Vs La Malfa, La Malfa Vs Nucara, tutti contro tutti...
Stesso copione per la FGR, che ha filato dritto ed era in grande ascesa, finché serviva a qualcuno per farsi bello… una volta che la tensione è salita, in vista delle elezioni, la FGR è stata risucchiata nelle pressioni di corrente, nelle diatribe tra federazioni locali, nei formalismi statutari e si è perso di vista l’OBIETTIVO COMUNE… la crescita della esperienza FGR.
Così... ogni volta si riparte da capo. Nel PRI come nella FGR. Ogni repubblicano si erge a giudice del tasso di "repubblicanesimo" di quello e quest'altro amico... Ogni giorno si fa la Lista Nera, con la conta dei traditori!!! E ad ogni riunione nazionale si posticipa il momento delle scelte, del ricambio generazionale, della svolta politica. Non si affronta mai la realtà, ma è amaramente tutto quello che ci rimane.

A mio avviso, il Partito Repubblicano Italiano, così conciato non ha senso di esistere, se non nei nostri cuori... Un PRI così rinunciatario, annichilito, servile, incapace, vecchio, vecchio e vecchio NON HA SENSO, né STRATEGIA, né FUTURO.

Ecco perché mi spiace vedere Emanuele nel PD. Perché lui è un nuovo fallimento del PRI. Un PRI che ogni giorno passato immobile, a non decidere, a non fare politica.... SI PERDE UN GIOVANE. Si perde nuovi giovani preparati e pronti ad impegnarsi per la causa repubblicana e mazziniana, proprio come lo era l’amico Vaccaro.

Questo è il segno della sconfitta di tutti (NOI) repubblicani.
Dei suoi gerontocratici dirigenti.
Del suo Segretario Nazionale che sta perdendo tempo. Che non deve far altro che realizzare ciò per cui nel Congresso a Roma i Giovani Repubblicani gli avevano dato la piena fiducia: realizzare un germe di aggregazione liberal-democratica in Italia.

Emanuele se ne è andato (io dico, per ora) nel PD.
Noi giovani repubblicani romagnoli vogliamo fortissimamente rimanere in questo PRI per provare a costruire una forza laica, liberal-democratica, repubblicana, moderata anche nel nostro Paese.
Fino ad allora non getteremo la spugna. Siamo convinti che il Paese abbia bisogno anche di "piccoli partiti in grado di esprimere grandi idee".
Ma...
(c'è sempre un ma)
Ma... il PRI deve CAMBIARE.
Il RINNOVAMENTO E' ORMAI UNA CONDIZIONE IMPRESCINDIBILE per dare vita a questo progetto che i dirigenti si erano impegnati a realizzare, ma che non sono in grado di sviluppare.
Se ciò in futuro significherà abbandonare il nostro simbolo, le nostre bandiere, il nostro splendido isolamento dorato, per PORTARE I VALORI come BAGAGLIO REPUBBLICANO, in un nuovo soggetto politico, lo faremo insieme, convinti che i repubblicani siano ancora in grado di essere protagonisti nella vita politica del Paese, per le loro idee… e non solo per le loro bandiere.

Il PRI si svegli… realizzi questo progetto… e torni a fare politica… il prima possibile.
Oppure, nonostante tutti i nostri sforzi, Vaccaro potrebbe essere solo il primo dei giovani figierrini a fare la scelta di schierarsi in uno dei due grandi contenitori, PDL e PD-meno-elle.

Dopo la notte, c’è sempre il sole dell’alba…

Fraterni saluti
Paolo Montesi
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6/6/2008 10:25 AM
 
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Meglio soli che male accompagnati
montesipc, 06/06/2008 2.15:

... trovo l'idea di Nuvolarossa ("noi repubblicani, meno siamo, meglio stiamo!) davvero deprimente!


Il motto di Arbore non e’ deprimente ma di una lapalissiana verita’.
Deriva dal detto popolare (quanta filosofia accumulatasi nei secoli !) … “Meglio soli che male accompagnati” … e non c’e nulla di piu’ vero rispetto al rischio di accompagnare tra loro giovani mazziniani con giovani (gia’ vecchi per mancanza di idealita’) catto-comunisti che confondono il “dovere civico” con le ostie di Padre Pio …
Il riferimento di Arbore era alla musica intelligente … sempre meno compresa dalle masse belanti che preferiscono contorcersi al suono di sintonizzatori elettronici …
La mia trasposizione e’ riferita alle giovani generazioni che, in massa, o fanno dell’antipolitica alla maniera del Grillo Sparlante oppure fanno politica in maniera utilitaristica e rampante senza alcuna finalita’ verso “l’interesse generale” che solo dovrebbe muovere lo spirito Repubblicano …
Giovani che vedono Mazzini nella politica del Pd … mi sembra assomiglino piu’ a quei pastorelli che vedevano la Madonna sul Roseto …



[Edited by nuvolarossa 6/6/2008 10:26 AM]
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6/6/2008 2:34 PM
 
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Re: I giovani repubblicani... ci stanno provando, ma non possono farcela da soli.
grazie caro Paolo per le tue parole... vedo che hai capito il senso della mia decisione, triste ma consapevole.

Sottolineo un pezzo del tuo intervento perchè è quello che ho in mente per il nostro futuro e che ho cercato di ripetere più volte in questo forum:

montesipc, 06/06/2008 2.15:


Se ciò in futuro significherà abbandonare il nostro simbolo, le nostre bandiere, il nostro splendido isolamento dorato, per PORTARE I VALORI come BAGAGLIO REPUBBLICANO, in un nuovo soggetto politico, lo faremo insieme, convinti che i repubblicani siano ancora in grado di essere protagonisti nella vita politica del Paese, per le loro idee… e non solo per le loro bandiere.




....a Nuvola Rossa invece non voglio più rispondere... anche perchè visto che, a quanto ne so, NON è un giovane repubblicano non m'interessa la sua opinione sul futuro della FGR!

p.s.
....tg3.....ultime notizie..... Berlsconi al Papa: il governo di Roma saprà accontentare la Chiesa Cattolica (soprattutto sugli aiuti alle scuole cattoliche)......

........bell'esempio di laicità......

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